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Lettera pastorale Aprile 2017

Cari Fratelli e care Sorelle,

 

Nella vita i motivi di ansietà e di scoraggiamento sono molti, anche se sono più numerosi i mali e le angosce da cui Dio ci libera, secondo la sua savia provvidenza. Per noi è difficile pensare a ciò da cui siamo preservati, mentre è normale che ci fissiamo sui problemi del momento. È in questi frangenti in cui ci pare che tutto venga meno che dobbiamo guardare alla nostra elezione in Cristo, considerando la sovrana provvidenza di Dio che rende sicuro il nostro destino facendo cooperare tutte le cose alla nostra salvezza.

 

Vorrei citare alcune parole che recentemente mi hanno dato a pensare, non tanto per le parole in sé ma per chi le ha scritte: “Arriva un rovescio economico, una malattia, la morte di una persona cara, tutte quelle situazioni in cui perdi quella falsa sicurezza che hai in te stesso e si apre uno spiraglio tramite il quale Dio fa filtrare la sua luce e risveglia nel cuore il bisogno della sua misericordia”. Queste sono cose dette da una donna cristiana italiana la quale, molti anni fa, mentre camminava sul marciapiede cantando delle canzoncine alla sua bambina nel passeggino, fu improvvisamente investita da un’auto il cui autista aveva perso il controllo. La bimba si salvò, ma da quel giorno la giovane mamma non poté più camminare. In seguito, dopo aver ricercato una gravidanza per molto tempo, la donna rimase incinta e diede alla luce la sua secondogenita. Quale grande gioia! Eppure, dopo circa un anno e mezzo la piccola si ammalò e morì per una complicata infezione polmonare. Le parole di questa donna tanto provata ci aiutano a pensare che la fiducia nella sovrana provvidenza di Dio ci sostiene anche nei momenti più bui.

   

Qualcun altro ha detto che “i nostri giorni peggiori non sono mai tanto brutti da farci essere fuori dalla portata della grazia di Dio, e i nostri giorni migliori non sono mai tanto belli da non farci essere bisognosi della grazia di Dio”. Perciò, essendo bisognosi ogni momento della grazia, affidiamoci di vero cuore alla promessa del vangelo: “Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno” (Ebrei 4:14-16).

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