“Chi è questo bambino?” (Luca 2:1-20) – 23 dicembre 2018

Natale. La nascita di Gesù. Che cosa significa tutto questo? Ogni anno vediamo il presepe. Ma chi è questo bambino che dorme in una mangiatoia? Il mondo risponde a questa domanda in modi diversi. Alcuni dicono che Gesù Bambino è un simbolo universale di pace. Addormentato nella mangiatoia, il bambino rappresenta il modo in cui dovremmo vivere: gentile, mite e innocente. Per molti che interpretano la nascita di Gesù in questo modo, il vangelo di Luca non è altro che un potente mito, progettato per insegnarci una buona lezione morale.

Altri, però, dicono che la nascita di Gesù indica la nascita di un grande uomo. Dicono che Gesù era un insegnante importante e una guida morale, ma non era Dio nella carne. Secondo questo punto di vista, dovremmo semplicemente ricordare Gesù e cercare di essere come lui. A Natale lo ricordiamo e diciamo, “Auguri, buon compleanno Gesù!”

Altri ancora dicono che Gesù rappresenta uno dei tanti percorsi spirituali che conducono a Dio. In questa interpretazione, tutte le religioni sono praticamente le stesse. Tutti hanno lo stesso obiettivo, che è la trasformazione personale. Il cristianesimo è semplicemente una versione.

Ma cosa dice la Bibbia di questo bambino nella mangiatoia? In che modo Luca risponde a questa domanda? Risponde dicendoci quando, dove, come e perché Gesù è nato. Ci dice il tempo, il luogo, il modo e il significato della nascita di Cristo.Pensiamo ai questi fatti stamattina mentre consideriamo questa scena familiare da Luca 2.

  1. Quando? – Il tempo della sua nascita 

Luca scrive nei vv.1-2:“In quel tempo uscì un decreto da parte di Cesare Augusto, che ordinava il censimento di tutto l’impero. Questo fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria.”

Questi fatti non sono banali. Ricordate, ogni frase del vangelo di Luca è ispirata dallo Spirito Santo e ha uno scopo. E questi fatti sono importantissimi perché ci dicono quando nacque Gesù. Fu il primo censimento fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Se Luca scrivesse nel nostro tempo contemporaneo e Gesù fosse a Milano, sarebbe come dire, “fu durante il periodo in cui Giuseppe Conte era Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e Giuseppe Sala era il sindaco di Milano.”

Come abbiamo imparato, Luca ha scritto il suo vangelo non solo come teologo, ma anche come attento storico, perché la fede cristiana si basa su una persona storica e su eventi storici. Nel cristianesimo, non possiamo separare la fede e la storia, come fa maggior parte delle religioni del mondo.

La maggior parte delle religioni si basa su una serie di regole. I fatti storici non contano davvero. Ma non è cosi con il cristianesimo. Il cristianesimo è una rivendicazione di verità. Senza i fatti storici, non c’è cristianesimo. È fondato su eventi storici molto specifici riguardanti la vita, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo. Se queste cose sono accadute, allora il cristianesimo è vero. Ma se no, allora il cristianesimo è falso. Non ci sono altre opzioni.

Quindi, lo storico Luca è stato attento a registrare il nome della persona al potere al momento della nascita di Cristo. Ci dice che era Cesare Augusto, che governò l’impero romano dal 27 a. C al 14 d. C. È affascinante che questo sia stato il momento in cui il Figlio di Dio è venuto nel mondo, perché Augusto era considerato dai romani come un salvatore. Sconfisse Marco Antonio e Cleopatra e salvò Roma da una guerra lunga e sanguinosa. Il senato romano gli diede il titolo di “Augusto”, che significa “esaltato” o “venerabile”.

Augusto aiutò a ricostruire Roma, rendendola una città gloriosa. Sotto di lui, l’impero romano avanzò geograficamente, economicamente e scientificamente. Fu durante la sua epoca che la Pax Romana fu inaugurata. La Pax Romana fu un periodo senza precedenti di pace e stabilità in tutto il mondo mediterraneo. Quindi, i romani consideravano Cesare Augusto un salvatore. Infatti, un’iscrizione scoperta dagli archeologi dice: “La data di nascita del nostro dio e salvatore ha segnato l’inizio di buone notizie per il mondo”.

Naturalmente, però, tutto questo comportava un costo. Per pagare la Pax Romanae rendere Roma una grande città, le nazioni furono conquistate e tassate. Roma raccolse redditi da tutte le parti dell’Impero. Di volta in volta, Roma faceva dei censimenti per registrare chi avrebbe dovuto pagare le tasse. Non solo cittadini romani, ma tutti nell’impero. Luca ci dice nel v.3 che Cesare Augusto emise un decreto, e “che tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella sua città.”

Questo era il tempo della nascita di Cristo. Era un periodo in cui Roma stava vivendo uno dei suoi apici di potere, mentre Israele era in uno dei suoi momenti più bassi. I romani avevano occupato la Palestina e costringevano gli ebrei a pagare le tasse. Dal punto di vista umano, Cesare Augusto era il controllo. Dov’era YHWH? Dov’era Dio?

In effetti, Dio era proprio in orario! In realtà Dio era sempre stato in controllo perché lo è sempre. Il suo sovrano controllo sulla storia è evidente nel fatto che Cesare Augusto emanò un decreto che, a sua insaputa, portò avanti il piano di Dio.

2. Dove? – Il luogo della sua nascita

Per Cesare Augusto, la Palestina non era così importante. Rappresentava una pedina sulla sua scacchiera. In realtà, però, era Augusto a essere la pedina di Dio, perché Dio lo usò per mettere Giuseppe e Maria nel posto giusto al momento giusto. Leggiamo nei vv.4-6: “Dalla Galilea, dalla città di Nazaret, anche Giuseppe salì in Giuda, alla città di Davide chiamata Betlemme, perché era della casa e della famiglia di Davide, per farsi registrare con Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre erano là, si compì per lei il tempo del parto.”

Perché questo dettaglio è importante? Che differenza fa il luogo in cui Gesù nacque? È importante perché 700 anni prima, il profeta Michea predisse dove sarebbe nato il Messia, come abbiamo già sentito prima nella chiamata di Dio all’adorazione: “Ma da te, o Betlemme, Efrata, piccola per essere tra migliaia di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origine risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni.”

Betlemme fu la città di nascita di Davide. Dio promise che il Messia sarebbe venuto dalla famiglia di Davide e dalla città di Davide. Israele aspettò quel Re promesso per molto tempo dopo la morte di Davide. Sarebbe stato quel Re a santificare il popolo e avrebbe sottomesso tutti i suoi nemici, dominando nel nome del Signore e secondo la sua santità.

All’inizio sembrava essere Salomone, il figlio di Davide. Ma lui fallì e dopo la sua morte, il regno di Israele si divise in due. Israele affondò nell’oscurità spirituale e nell’apostasia. Quello fu il periodo in cui Dio mandò i profeti ad avvertire Israele del loro peccato e della sentenza che sarebbe presto arrivata. Dio usò anche i profeti per dire a Israele che non ebbe dimenticato la sua promessa di mandare il Messia che avrebbe portato la pace a tutti coloro che credono in lui.

Michea fu uno di quei profeti che portò quel messaggio. Predisse,“Perciò egli li darà in mano ai loro nemici, fino al tempo in cui colei che deve partorire partorirà; e il resto dei suoi fratelli tornerà a raggiungere i figli d’Israele” (Michea 5:2). E, come abbiamo sentito, Michea predisse che il luogo della nascita del Messia sarebbe stato Betlemme. Dio usò Cesare Augusto e il censimento per mettere Giuseppe e Maria a Betlemme quando Gesù nacque. Cesare non ne ebbe idea che la profezia si stava adempiendo e che Dio stesso stava per entrare nel mondo!

3. Come? – Il modo della sua nascita

Luca ci dice nei vv.6-7:“Mentre erano là,” cioè a Betlemme,“si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò e lo coricò in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo.”

La nascita verginale fu un miracolo solo per quanto riguarda la concezione di Spirito Santo. Proprio come lo Spirito Santo generò la vita all’inizio del mondo, generò anche generato la vita durante la nuova creazione nel seno di Maria. Cristo è il capo e l’erede della nuova creazione. La sua concezione fu miracolosa.

La nascita di Gesù, però, fu completamente naturale. Maria lo portò a termine. Gesù era totalmente umano in ogni modo con un vero corpo e una vera anima. Come ogni altro umano, Gesù crebbe nel grembo di sua madre, sostenuto da un cordone ombelicale.

Alla sua nascita, Maria ebbe le doglie. Come ogni altra donna che ha dato alla luce un bambino, Maria sudò e gridò dal dolore. Come ogni altra nascita, ci fu probabilmente rumore, adrenalina e un po’ di confusione. Probabilmente Giuseppe prese in mano raggiunse il bambino nervosamente, cercando di maneggiare questo neonato che era scivoloso di sangue e acqua.

Il bambino sentì lo shock dell’aria fredda quando lasciò il conforto del grembo di sua madre. Come ogni altro bambino, probabilmente spalancò la bocca per prendere aria e cominciò a piangere. Il suo cordone fu tagliato e il suo corpo fasciato.

Poi, Maria lo coricò in una mangiatoia. Gesù non nacque in un bellissimo palazzo o in una grande villa. Invece, nacque in uno spazio per gli animali. Quando il Figlio di Dio venne nel mondo, non venne come un principe, ma come un povero. Non ci fu nessuna parata per le strade di Betlemme al suo arrivo. Nelle città di Gerusalemme e Roma la sua nascita non fu annunciata, anzi passò inosservata. Per quanto riguarda il mondo, era semplicemente un altro bambino nato in povertà.

Cristo non solo nacque vero uomo, ma anche tra gli uomini più bassi della società. In questo modo, Dio ci mostra come la sua grazia viene al mondo. Viene a chi è meno meritevole e dove sembra più improbabile. Questo diventa ancora più chiaro quando consideriamo perché Gesù è nato.

4. Perché? – La ragione della sua nascita

Dio ci dà la risposta nei vv.10-11. Un angelo del Signore si presentò ad alcuni pastori semplici e non sofisticati che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge. La gloria del Signore risplendé intorno a loro e l’angelo disse loro, “Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: ‘Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.”

Ecco perché Gesù nacque! Ecco perché Dio diventò un uomo vero! Venne per essere un Salvatore! Non un tipo di salvatore come Cesare Augusto: non un salvatore politico o un salvatore finanziario. Invece, Cristo è un Salvatore da ciò di cui abbiamo più bisogno di essere salvati: Satana, la morte e l’ira di Dio.

Cristo è il salvatore che ha promesso ad Adamo ed Eva che avrebbe schiacciato la testa del serpente e avrebbe aperto la strada verso l’Albero della Vita. È l’intero argomento della Bibbia ed è l’intera ragione per cui alla storia umana fu permesso di continuare dopo la caduta di Adamo. Venne per mettere la pace tra un Dio santo e un uomo peccatore.

Ecco perché Gesù nacque! Ecco perché il Figlio di Dio diventò un uomo vero! Gesù nacque in questo mondo perché, come confessiamo nel Catechismo di Heidelberg Domanda 11, “la giustizia di Dio esige che il peccato, che è commesso contro la sua altissima maestà, sia punitodi una punizione suprema, ossia di una pena eternadi corpo e anima.” Il nostro problema, però, è che non possiamo procurare noi stessi questa soddisfazione. “Al contrario, ogni giorno aumentiamo la nostra colpevolezza.”

Potremmo fare mille buoni proposti per l’anno nuovo e mantenerli tutti, ma ciò non basterebbe a renderci giusti dinanzi a Dio. Potresti diventare la persona più gentile, generosa e amorevole del pianeta, ma ancora non sarebbe abbastanza buono per entrare paradiso, perché tutti noi abbiamo il problema del peccato. “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,” come l’apostolo Paolo ci dice in Romani 3. “Non c’è nessun giusto, neppure uno…e non conoscono la via della pace.

Non abbiamo amato il Signore nostro Dio con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima e con tutta la nostra mente. Non abbiamo amato il nostro prossimo come noi stessi. Questo è ciò che la Bibbia chiama peccato. E perché Dio è giusto, deve punire il nostro peccato. Le richieste della sua giustizia devono essere soddisfatte! Questo è il nostro più grande problema!

Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, ha inviato la soluzione al nostro più grande problema. La buona notizia non è che Gesù è un potente mito, progettato per insegnarci solo una buona lezione morale. La buona notizia non è che Gesù e solo un insegnante importante e una guida morale. La buona notizia non è che Gesù è uno dei tanti percorsi spirituali che conducono a Dio. Anzi, la buona notizia è che possiamo avere “pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.”

Ecco perché una moltitudine dell’esercito celeste lodava Dio e diceva, “Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!” Quelli che Dio a gradisce sono tutti quelli che ripongono la loro fiducia in suo Figlio, il Signore Gesù Cristo.

Al di fuori di Cristo, è impossibile avere pace con Dio. Al di fuori di Cristo, siamo nemici di Dio e sotto la sua ira, perché siamo peccatori. Ecco perché i nostri progenitori – Adamo ed Eva – sono fuggiti dalla presenza di Dio dopo aver peccato. Non c’era pace tra loro e Dio. Sono diventati nemici di Dio e l’oggetto della sua ira. Se non fosse stato per la grazia e la misericordia di Dio, sarebbero stati distrutti. Se non fosse stato per la promessa di Dio nel mandare un Campione, un Salvatore, nessuno avrebbe avuto pace con Dio.

Ma Cristo è venuto per fare pace. Ha fatto pace attraverso la sua vita, morte e risurrezione. Ha amato veramente il Padre con tutto il cuore, l’anima e la mente. Ha guadagnato la giustizia che ci serviva rimanendo perfettamente obbediente alla legge di Dio tutti i giorni della sua vita. Come Paolo ha detto in 2 Corinzi 5:“colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui”. Sulla croce, il nostro peccato è stato messo su di lui e in cambio abbiamo ricevuto la sua giustizia.

Adesso, tutti quelli che credono in Cristo, hanno pace con Dio. Romani 5:1 ci dice: “Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dioper mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.” Questa è la grande gioia del Natale! Ecco perché i credenti possono rallegrarsi e dire veramente “Auguri! Cristo è nato!”

Conosci questa gioia? Hai pace con Dio? Hai riposto la tua fiducia in Cristo? Non ritardare! Corri a Cristo! Correte a lui! Ricevi questo dono solo per fede! La promessa di Dio è “se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato.”

Non ti dice: “Mostrami che mi ami veramente e poi ti riscatto.” Non ti dice: “Ripulisci la tua vita e cambia, e poi ti salverò.” No, la Bibbia afferma l’esatto opposto. Paolo dice in Romani 5: “Infatti, mentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, è morto per gli empi…mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.”

Capisci perché dovremmo rallegrarci a Natale? Per tutti quelli che si fidano di lui, rallegriamoci semprenel Signore perché la nostra posizione in Lui è sempreal sicuro e non cambia mai. Questa è una buona notizia che possiamo godere ogni giorno! Cristo ha messo pace tra noi e Dio! Possiamo godere la pace di Dio perché abbiamo pace con Dio.

O carissimi, rallegriamoci nel Signore! Veniamo alla sua tavola oggi con gioia e letizia! Glorifichiamo e lodiamo Dio oggi, dicendo, ““Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pacein terra! È nato per noi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” Amen.

~ Rev. Michael Brown