Una visione di idolatria, tumulto e salvezza

Isaia 17:1 – 18:7

1Oracolo contro Damasco. «Ecco, Damasco è tolto dal numero delle città e non sarà piú che un ammasso di rovine.
2Le città d’Aroer sono abbandonate; sono lasciate alle mandrie che vi si riposano, e nessuno le spaventa.
3Non ci sarà piú fortezza in Efraim né reame in Damasco; del residuo di Siria avverrà ciò che è avvenuto della gloria dei figli d’Israele», dice il Signore degli eserciti.
4«In quel giorno, la gloria di Giacobbe sarà diminuita e il grasso del suo corpo dimagrirà.
5Avverrà come quando il mietitore raccoglie il grano e con il braccio falcia le spighe; avverrà come quando si raccolgon le spighe nella valle di Refaim.
6Vi rimarrà qualcosa da spigolare, come quando si scuote l’olivo, restano due o tre olive nelle cime piú alte, quattro o cinque nei rami piú carichi», dice il Signore, Dio d’Israele.
7In quel giorno, l’uomo volgerà lo sguardo verso il suo Creatore e i suoi occhi guarderanno al Santo d’Israele;
8non volgerà piú lo sguardo verso gli altari, opera delle sue mani; non guarderà piú a ciò che le sue dita hanno fatto, agli idoli di Astarte e alle colonne solari.
9In quel giorno, le sue fortezze saranno abbandonate, come le foreste e le sommità dei monti furono abbandonate all’avvicinarsi dei figli d’Israele: sarà una desolazione.
10 Poiché hai dimenticato il Dio della tua salvezza e non ti sei ricordato della ròcca della tua forza, ti sei fatto piantagioni piacevoli, e hai piantato tralci stranieri.
11 Il giorno che li piantasti li circondasti di una siepe e ben presto facesti fiorire le tue piante, ma la raccolta ti sfugge nel giorno dell’angoscia, del disperato dolore.
12 Oh, che rumore di popoli numerosi! muggono, come muggono i mari. Che tumulto di nazioni!
13 Le nazioni rumoreggiano come rumoreggiano le grandi acque. Ma Egli le minaccia, ed esse fuggono lontano, cacciate, come la pula dei monti dal vento, come un turbine di polvere dall’uragano.
14 Alla sera, ecco il terrore; prima del mattino, non sono piú. Ecco la fine di quanti ci spogliano, ecco la sorte di chi ci saccheggia!
1Oh, paese dalle ali strepitanti oltre i fiumi dell’Etiopia,
2che invia messaggeri per mare in navicelle di papiro, voganti a pelo d’acqua! Andate, veloci messaggeri, verso la nazione dall’alta statura e dalla pelle lucida, verso il popolo temuto fin nelle regioni lontane, nazione potente che calpesta tutto, il cui paese è solcato da fiumi!
3Voi tutti, abitanti del mondo, voi tutti che abitate sulla terra, quando il vessillo sarà issato sui monti, guardate! Quando la tromba sonerà, ascoltate!
4Poiché cosí mi ha detto il Signore: «Io me ne starò tranquillo e guarderò dal mio posto, come un calore sereno alla luce del sole, come una nube di rugiada nel calore della mietitura».
5Ma prima della mietitura, quando la fioritura sarà passata e il fiore sarà divenuto grappolo formato, egli taglierà i tralci con il coltello, taglierà e reciderà i pampini.
6Gli Assiri saranno tutti assieme abbandonati agli uccelli rapaci dei monti e alle bestie della terra: gli uccelli rapaci passeranno l’estate sui loro cadaveri e le bestie della terra vi passeranno l’inverno.
7In quel tempo, offerte saranno portate al Signore degli eserciti dalla nazione dall’alta statura e dalla pelle lucida, dal popolo temuto fin nelle regioni lontane, dalla nazione potente che calpesta tutto, il cui paese è solcato da fiumi: saranno portate al luogo dov’è il nome del Signore degli eserciti, sul monte Sion.