Un’esortazione profetica rivolta ai discepoli

Isaia 8:11-22

11 Cosí infatti mi ha parlato il Signore, quando la sua mano mi ha afferrato, ed egli m’ha avvertito di non camminare per la via di questo popolo, e mi ha detto:
12 «Non chiamate congiura tutto ciò che questo popolo chiama congiura; non temete ciò che esso teme, e non vi spaventate.
13 Santificate il Signore degli eserciti! Sia lui quello per cui provate timore e paura!
14 Egli sarà un *santuario, ma anche una pietra d’intoppo, un sasso d’inciampo per le due case d’*Israele, un laccio e una rete per gli abitanti di *Gerusalemme.
15 Molti di loro inciamperanno, cadranno, saranno infranti, rimarranno nel laccio e saranno presi.
16 Chiudi questa testimonianza, sigilla questa legge tra i miei discepoli».
17 Io aspetto il Signore che nasconde la sua faccia alla casa di *Giacobbe; in lui ripongo la mia speranza.
18 Eccomi con i figli che il Signore mi ha dati; noi siamo dei segni e dei presagi in Israele da parte del Signore degli eserciti, che abita sul monte *Sion.
19 Se vi si dice: «Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano», rispondete: «Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi?
20 Alla legge! Alla testimonianza!» Se il popolo non parla cosí, non vi sarà per lui nessuna aurora!
21 Andrà peregrinando per il paese, affranto, affamato; quando avrà fame, si irriterà, maledirà il suo re e il suo Dio; volgerà lo sguardo in alto,
22 lo volgerà verso terra, ed ecco, non vedrà che difficoltà, tenebre, oscurità piena d’angoscia; sarà sospinto in mezzo a fitte tenebre.